Per una lira è il titolo di una canzone di Lucio Battisti che comincia così: Per una lira io vendo tutti i sogni miei. E poi la voce a strisce di Battisti racconta la storia di qualcuno che a malincuore si distacca da una parte di sé. Ascoltandola, ho sempre pensato a chi scrive. In particolare agli esordienti. Chi, per la prima volta (e spesso per una lira) consegna il proprio destino al mondo. Nell’incertezza e nell’imprecisione, un esordio insegna a scrivere più di un capolavoro (anche quando le due cose coincidono: David Foster Wallace, La scopa del sistema, 1987). Per una lira è uno spazio dove leggendo le nuove voci della narrativa, italiana e straniera, metteremo in luce alcuni aspetti di un romanzo legati al gesto dello scrivere per la prima volta, ovvero alla scoperta della propria voce.

Alessandra Minervini, scrittrice, editor e writing coach. Il suo primo romanzo si intitola Overlove, LiberAria 2016. Il suo sito è alessandraminervini.info. Qui gli articoli pubblicati su exlibris20.


Eleonora Lombardo, La disobbedienza sentimentale, Cairo Editore 2019

Lezione n. 10

I comprimari

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La prima scena del romanzo d’esordio di Eleonora Lombardo, uscito per Cairo editore a fine gennaio, è affidata ai due personaggi secondari: Sogno e Maradona.

«Le cose andranno come devono andare» aveva detto Sogno qualche settimana prima, quando aveva incontrato l’ultima volta la Professoressa – così la chiamava – per specificare i dettagli del piano».

Quello che parla è Sogno, compagno di merende (o di arancine per dirla come a Palermo, dove il romanzo è ambientato) di Maradona. Sogno e Maradona fanno gli artieri. Si occupano dei finimenti dei cavalli, di pulire le stalle, di preparare il pastone per l’ippodromo di Palermo, set privilegiato del romanzo. La loro funzione narrativa però è tutt’altro che marginale. Più o meno come il lavoro che svolgono nell’ippodromo, Sogno e Maradona sono due geniali Rosencrantz e Guildenstern siculi: i due falsi amici di Amleto che nel dramma shakesperiano agiscono in favore di Claudio, il nemico numero uno del principe di Danimarca.

«Sogno non articolava così le sue fantasie, lui era epidermico e traduceva il suo sentimento in leggerezza intorno al cuore, in gioia che annacquava lo sguardo e rilasciava i sensi e scorreva come una sorsata di birra fresca che dalla gola si diffondeva fino a rivelare un sapore che dallo stomaco ritornava al cervello e scioglieva le ginocchia. Questa mollezza concreta e neomelodica la voleva condividere con Maradona, il suo compagno, anche se era certo di non trovarlo ben disposto a filosofeggiare sul senso della vita, in piena notte, in mezzo alla campagna, di traverso a una ferrovia e con un lavoro da portare a termine. Uno di quelli che davano senso alla vita di delinquenti di serie B come loro. Pensando al suo compagno, Sogno si inchiodò di colpo e realizzò di non sapere più da quanto tempo non sentiva alle spalle i passi veloci, saltellanti e rumorosi di Maradona.»

In un romanzo ben riuscito i personaggi secondari sono (quasi) più importanti dei protagonisti. Perché davanti a questi ultimi il lettore ha due scelte: o li ama o li odia. Mentre i secondari l’attenzione e l’affetto, perfino l’antipatia, del lettore se la devono guadagnare sul campo a ogni riga.

In gergo tecnico sono detti “comprimari” perché sorreggono i destini dei protagonisti. Nei buoni libri, come questo, chi li inventa li cuce addosso alla storia. Senza di loro non conosceremmo a fondo i protagonisti. I personaggi secondari sono come gli errori da cui, si dice, si conoscono meglio le persone. Questa è la funzione del personaggio secondario: dare al protagonista ciò che non è del protagonista ma senza cui (il protagonista) non potrebbe esistere. Complicato? No, pensate di nuovo ai due cortigiani shakespeariani. Ecco, i personaggi secondari sono un modo per mostrare ai lettori punti di vista allargati rispetto a quelli mostrati dallo sguardo del protagonista. Uno scrittore deve saperli dosare, dotarli di superpoteri (nell’esordio della Lombardo questi superpoteri sono: l’ironia e la fame che spesso vanno di pari passo) per dare possibilità di azione ai protagonisti. Guai a immaginare personaggi secondari come comodini zoppicanti vicino al letto matrimoniale. Io lo trovo una perdita di tempo (per il lettore) e di stile (per lo scrittore).

Sogno e Maradona determinano la storia di Lucia e Salvatore, i veri protagonisti del romanzo: innamorati folli e poi coinvolti nella più naturale delle conseguenze dell’amore: la vendetta. La disobbedienza sentimentale è infatti un romanzo che racconta l’amore da uno spigolo tagliente e molto comune, la vendetta: “Ci sono le passioni tormentate che per loro natura sconvolgono e poi vanno via, e c’è l’amore, quello delle piccole cose quotidiane. Bisogna accettare con fierezza una cosa banale.” L’intelligenza di questa storia è dovuta (anche) alla gestione corale dei personaggi. Non esistono solo un lui e una lei. Il romanzo è costellato da varia (dis)umanità. Come, per esempio, le due amiche di Lucia: Nina e Maria Daniela. Un altro ottimo motivo per leggere questo romanzo e capire come gestire i personaggi secondari è la scoperta di quella che l’autrice definisce: la madonna che non bestemmia. Una volta scoperta vi sembrerà di conoscerla da una vita.

Se volete vincere facile nella scrittura di un buon personaggio: inventate chi non vorreste mai incontrare. Come Sogno e Maradona. Come fa, sempre in modo impeccabile, lo scrittore americano Raymond Carver a proposito dei personaggi dei suoi racconti ha scritto: “Però è vero, nei miei racconti cerco di parlare di esseri umani riconoscibili che si trovano in situazioni più o meno critiche.”

Piccola bibliografia per chi vuole scrivere
I comprimari



William Shakespeare, Amleto, Feltrinelli 2013
Raymond Carver, Il mestiere di scrivere, Einaudi 2015
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