Karen Ricci, nella prefazione a questo volume, scrive che “Leggere questo libro significa fare i conti con le proprie contraddizioni, quei piccoli inciampi tra ciò che sappiamo e ciò che davvero sentiamo o facciamo” ed è proprio questo quello che il lettore sperimenta nel corso delle circa 150 pagine.

Non mi vergogno a confessare la difficoltà di “recensire” questo volume, la cui lettura e rilettura sono state un’esperienza unica nel suo genere (in positivo), un’avventura coinvolgente e affascinante, ma che difficilmente è trasponibile a parole.

A proposito di peli è un testo che sfugge a ogni definizione sotto molteplici punti di vista, primo fra tutti la forma; nel volume si alternano, senza soluzione di continuità, dialoghi, riflessioni personali, considerazioni in terza persona, immagini; ma forse proprio questo è il dramma (l’etimologia di questo termine risale al verbo greco che indica il fare, l’agire) ed è proprio con questo termine che i due autori definiscono la loro opera nell’introduzione.

A proposito di peli è un racconto polifonico tra più coppie di personaggi: Elena e Daniele, gli autori del volume e del testo teatrale che ha come protagonisti Greta e Nicola e i loro figli Marta e Leo e gli attori che hanno il compito di portare in scena i contenuti Fulvia e Andrea.

A proposito di peli affronta, in modo profondo, crudo e leggero allo stesso tempo, tematiche profonde quali gli  stereotipi di genere, il peso dell’immagine esteriore e la libertà di scegliere di esprimere sé stessi  a partire dall’“obbligo sociale”   per le donne di depilarsi.
Il succedersi sempre uguale delle stagioni, i cui nomi campeggiano all’inizio di ognuna delle quattro parti nelle quali è suddiviso il testo, si contrappone alla necessità di uscire dagli schemi precostituiti, di interrompere il ciclo continuo di abitudini  necessario per superare e vincere pregiudizi e usanze radicate nella società.

A proposito di peli, a partire da una  scelta apparentemente banale  della protagonista dell’opera teatrale come quella di non depilarsi, affronta il tema quanto mai attuale della  libertà di scelta delle donne, dell’immagine che la società e i modelli culturali impongono a una donna.

Dietro a una scelta come quella di Elena che viene portata sulla scena dalle parole di Greta vi è un duro travaglio interiore, tanto che l’autrice scrive che “è un casino. Non esiste bianco/nero. O meglio, sappiamo ciò che sarebbe giusto: ogni persona libera di scegliere, ma non è così semplice… o forse sì. A volte ci chiediamo se anche questo ritornello del “ci vuole tempo per cambiare le cose” sia un modo per quietarci.”

Dai dialoghi tra le diverse coppie di protagonisti emergono, inoltre, le difficoltà del dialogo all’interno della coppia, l’equilibrio precario, costruito giorno per giorno tra due singolarità e un noi, l’impossibilità di eludere, di non dare importanza a quello che la maggior parte delle persone pensa, agli stereotipi imposti dalla società.

Un ruolo importante e di grande impatto nella fruizione del testo hanno anche le nove fotografie in bianco e nero che inframezzano la narrazione.

A proposito di peli mette sotto gli occhi del lettore gli  interessi di mercato che ruotano intorno al tema della depilazione (e per me è stata una scoperta) e davvero apprezzabile è  nelle ultime pagine la scelta di inserire consigli di lettura, ascolto e visione sull’argomento.
A proposito di peli è un libro prezioso, pubblicato da una casa editrice indipendente, che merita di essere letto e di trovare un pubblico sempre più ampio.
A proposito di peli è un importante tassello sulla strada della liberazione delle donne da stereotipi, da ruoli attribuiti nel corso dei secoli e mai cambiati.

Maria Crevaroli