Arkansas
Chiara Tagliaferri
Mondadori 2026
192 pp., € 19
Dal Miu Miu Literary Club a Dua Lipa curatrice del London Literature Festival, Silvia Acierno riflette sulla trasformazione della cultura in performance estetica e dispositivo di riconoscimento sociale. Una critica lucida alla letteratura ridotta a brand, tra eventi glamour, bookclub di tendenza e intellettualità come uniforme di classe. E una domanda che resta aperta: quale spazio rimane oggi al libro come esperienza radicale e resistente?
Il femminismo è diventato un brand? A partire dal saggio Il femminismo inutile di Annina Vallarino, una riflessione articolata sul neofemminismo, il vittimismo, il linguaggio inclusivo, la misandria e il rapporto irrisolto tra potere, corpo e libertà femminile.
Silvia Acierno
NOTA n. 28
Il caso Carlotta Vagnoli non riguarda solo chat private e scandali mediatici. È il sintomo di un femminismo diventato immagine e slogan, incapace di accettare la critica. In questo editoriale si riflette sul ruolo della sorellanza, sul silenzio delle intellettuali e sulla necessità di tornare a un pensiero femminista autentico, che unisca riflessione e pratica, e non solo consenso e like.
La voce del padrone
Francesco Pacifico
Add editore 2025
152 pp., € 18
Akiko Yosano e il femminismo umanistico: la rivoluzione della maternità e le sue contraddizioni nella poesia e nei saggi
Io non credo alle coincidenze o alle casualità, credo alle connessioni.Ecco perché qui e oggi mi è venuta voglia di raccontare di due libri pubblicati a quasi cinquant’anni di distanza uno dall’altro.Mi è parso, leggendoli di seguito in pochi giorni… Continua a leggere →
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