Anne Carson
Economia dell’imperduto
Utopia Editore, 2020
A cura di Antonella Anedda
Trad. di Patrizio Ceccagnoli
192 p., € 18,00
Un testo intimo e politico che attraversa lavoro domestico, invisibilità, linguaggio della violenza e identità femminile. Dalla cucina al non-luogo del lavoro non retribuito, la narrazione mostra come la violenza di genere abiti gli spazi quotidiani e le parole, fino alla necessità di nominarla collettivamente.
Questo articolo fa parte della campagna nazionale di scrittrici e giornaliste contro la violenza di genere #unite #rompiamoilsilenzio.
Il femminismo è diventato un brand? A partire dal saggio Il femminismo inutile di Annina Vallarino, una riflessione articolata sul neofemminismo, il vittimismo, il linguaggio inclusivo, la misandria e il rapporto irrisolto tra potere, corpo e libertà femminile.
Silvia Acierno
Un attraversamento della vita e dell’opera di Ingeborg Bachmann, tra Malina, Ondina se ne va e il progetto incompiuto. Fuoco e acqua, amore e violenza, lingua e utopia: un io frantumato che racconta la storia dall’interno.
Silvia Acierno
Annie Ernaux ci insegna che la scrittura autobiografica non copia la vita: la trasforma. Attraverso memoria, desiderio e vergogna, la sua opera ci invita a guardare noi stessi con uno sguardo nuovo, libero e sincero. Un omaggio alla sua lezione narrativa e al potere liberatorio del raccontarsi.
Alessandra Minervini
Dagli esordi fino al Nobel, Annie Ernaux ha trasformato la propria vita in un progetto letterario unico. Attraverso una scrittura essenziale e tagliente, rende pubblica la questione privata e trasforma l’esperienza individuale in verità collettiva. Un viaggio nella sua poetica, tra autobiografia, impegno sociale e la capacità di “fare a pezzi la realtà”.
Fuani Marino
Scrivere dell’infanzia di Elsa Morante significa attraversare la soglia dove l’immaginazione e l’oscurità si intrecciano, come accade nelle storie di Maurice Sendak. In questo saggio, l’infanzia di Morante emerge come un luogo fuori dalla cornice: tra Testaccio, la voce della madre, i segreti familiari e i mondi creati per salvarsi. Un viaggio dentro quel “outside over there” in cui nascono le visioni, le paure e la forza creativa di una bambina capace di trasformare i suoi demoni in letteratura.
Silvia Acierno
NOTA n. 28
Il caso Carlotta Vagnoli non riguarda solo chat private e scandali mediatici. È il sintomo di un femminismo diventato immagine e slogan, incapace di accettare la critica. In questo editoriale si riflette sul ruolo della sorellanza, sul silenzio delle intellettuali e sulla necessità di tornare a un pensiero femminista autentico, che unisca riflessione e pratica, e non solo consenso e like.
La donna gelata non è solo un romanzo di formazione, ma un lucido studio sociale e politico in cui Annie Ernaux smonta i ruoli imposti alle donne, dall’educazione sentimentale alla maternità, fino all’annullamento del sé. Attraverso la sua écriture plate, una lingua tagliente come un coltello, Ernaux trasforma l’esperienza privata in analisi collettiva, inventando un nuovo modo di scrivere e di guardare alla realtà. Il libro-intervista La scrittura come un coltello approfondisce la sua rivoluzione stilistica e politica, offrendo le chiavi per comprendere una delle voci più importanti del nostro tempo.
Natalia Ceravolo
Lisa ha cinquantacinque anni e da tre vive davanti al mare, in Argentina. È partita per cercare sua nonna Rachele e una parte di sé che aveva smarrito nel tempo.
Nel nuovo racconto di Francesca Mancini, il ritmo lento dei gesti quotidiani accompagna una riflessione sulla memoria, sulla perdita e sul desiderio di ricominciare.
Un omaggio ad Annie Ernaux e alla forza silenziosa delle donne che scelgono di guardarsi dentro.
“Je ne suis personne quand j’écris. Je cherche.”
Da questa frase prende avvio un percorso dentro l’opera di Annie Ernaux, premio Nobel per la Letteratura 2022. Un’indagine sul suo modo di scrivere come gesto di verità, di memoria e di appartenenza. Questo primo testo apre una serie di saggi e racconti dedicati a scoprire un’altra Ernaux, mobile, sfuggente, lontana dai canoni e dalle definizioni di genere.
La voce del padrone
Francesco Pacifico
Add editore 2025
152 pp., € 18
Vivian Gornick vede nella narrazione un dono che nasce dai frammenti dell’esperienza. Byung-Chul Han ne racconta invece la crisi nell’epoca digitale. Due visioni che si intrecciano per interrogarci su cosa resta oggi delle storie.
(Silvia Acierno)
Nota n. 24
Gisèle Pelicot: tra la vita delle donne e le leggi degli uomini a cura di Silvia Acierno
“L’empatia corre il pericolo di produrre una sostanza” (Adriana Cavarero) Ci ho impiegato un po’ per mettermi a scrivere questa recensione. Il romanzo l’ho letto immediatamente, perché avevo letto il precedente di Alessandra Carati (E poi saremo salvi), molto bello,… Continua a leggere →
Anticorpi: verso uno spazio per la critica letteraria a cura di Silvia Acierno
Il calendario non mi segue. Goliarda Sapienza
Anna Toscano
Electa 2023
96 pp., € 12
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